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Banche e valute digitali: a che punto siamo?

Nonostante la crisi pandemica in piena evoluzione, i progetti delle banche centrali sulle valute digitali (Central Bank Digital Currency – CBDC) non rallentano. Una CBDC è un nuovo tipo di valuta che combina le caratteristiche tipiche della moneta a corso legale (c.d. fiat money, cioè quella emessa da uno Stato o da una banca centrale) con caratteristiche delle cripto-valute.

La principale novità rispetto alla moneta classica che siamo abituati a conoscere è nella natura digitale di questo strumento che consentirà al pubblico l’accesso diretto ai conti della banca centrale, limitato oggi alle sole banche commerciali ed ai governi. La nuova valuta – come riporta un interessante articolo de ilsole24ore.com – potrebbe prendere la forma di un conto di deposito presso la banca centrale ad uso universale che addirittura potrebbe pagare un tasso di interesse, o quella di un token digitale anonimo senza interessi come le attuali cripto-valute. O presentare delle caratteristiche intermedie che combineranno la natura digitale dei depositi bancari con i vantaggi classici del contante nelle transazioni quotidiane.

Le tempistiche

Pochi giorni fa la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), che è nei fatti la banca centrale globale, ha pubblicato la sua ultima survey sullo stato di avanzamento dei progetti in corso in 66 banche centrali. Rispetto al 2018, il 40% delle banche rispondenti ha avviato esperimenti di vario tipo che vanno oltre la fase di studio teorico, mentre il 10% ha in esecuzione dei veri e propri progetti pilota. Nel complesso, negli ultimi due anni la probabilità di varo di una CBDC è aumentata sensibilmente, sia nel breve (1-2 anni) che nel medio-lungo termine .

Banche e valute digitali: a che punto siamo?
Banche e valute digitali: a che punto siamo?
Fabio Gallo, Act finanz
Fabio Gallo, CEO, Act Finanz
Gian Luca de Risi, Act Finanz
Gian Luca de Risi, CIO, Act Finanz
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