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Banche italiane: un 2021 “grigio” secondo S&P

“Prevediamo che le perdite cumulative su crediti nei prestiti alla clientela cresceranno del 2,6-2,9% nel 2020-2021 (dal 10% al 12,9%), per poi rallentare a circa 0,8% nel 2022, che è ancora superiore allo 0,7% riportati nel 2019.  Ciò deriverà da un rapido aumento esposizioni deteriorate che prevediamo si verificheranno nei primi trimestri del 2021, una volta che il governo avrà revocato le moratorie e altre misure di sostegno, che hanno sostenuto le PMI. Sebbene elevate, prevediamo che queste perdite saranno complessivamente inferiori a quelle registrate nel picco della precedente doppia recessione.

Niente di buono in vista per il settore bancario italiano. Almeno secondo gli analisti di S&P Global Ratings secondo cui la risposta del governo alla profonda recessione non riuscirà ad evitare danni permanenti all’economia.

Tutto questo secondo gli esperti finirà per avere conseguenze sui ricavi, profitti, liquidità e capitalizzazione delle banche. Solo le misure messe in campo dall’Europa – dicono gli esperti – riusciranno a mitigare i rischi per le banche e la turbolenza del mercato.

Procediamo con ordine. Secondo le stime degli analisti di S&P, ci vorranno più di due anni affinché l’economia italiana recuperi quanto perso nel corso del 2020. Dopo un 2020 nero, anno in cui il Pil segnerà una contrazione dell’8,9%, nel 2021 la crescita attesa dall’agenzia di rating è per un +6,4%, seguito da+2,3% nel 2022, e un più moderato +1,25% nel 2023 (anno in cui si rivedranno i livelli del 2019).

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Fabio Gallo, Act finanz
Fabio Gallo, Act Finanz Svizzera - CEO Act Finanz - ACT Finanz - Actfinanz
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Gian Luca de Risi, Act Finanz
Gian Luca de Risi, CIO Act Finanz
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