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Banche centrali: la “sfida” del 2022

Per la Bce sarà cruciale la capacità di ‘leggere’ la politica nell’anno in cui si discuterà il nuovo Patto di Stabilità, mentre la Fed dovrà soprattutto capire cosa ‘vede’ Wall Street, dove le distorsioni non mancano

l’americano Jay Powell dovrebbe confermare l’accelerazione del tapering, vale a dire la progressiva riduzione degli acquisti a fronte di un’inflazione non più transitoria, mentre la francese Christine Lagarde dovrebbe confermare l’esaurimento del PEPP, il programma di acquisti emergenziali a fronte della pandemia, per marzo, ma anche che è pronta a usare tutta la flessibilità possibile per mantenere condizioni finanziarie favorevoli ricorrendo ad altri schemi, e comunque reinvestendo i titoli a scadenza accumulati con il PEPP almeno fino a tutto il 2023. La parte difficile per Powell e Lagarde, che resteranno in carica rispettivamente fino a febbraio 2026 e a novembre dell’anno successivo, comincia a gennaio, e sembra destinata a durare almeno 12 mesi. Per l’avvocatessa parigina prestata alle istituzioni finanziarie internazionali il compito più difficile sarà la ‘lettura’ del quadro macro e soprattutto di quello politico, dopo il cambio della guardia in Germania, mentre per l’avvocato di Washington prestato prima alla politica e poi al central banking quello ancora più arduo sarà la capacità di ‘leggere’ i mercati.

fonte: it.investing.com

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