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Dalla morte della regina alla crisi economica: il Regno Unito in bilico

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La morte della regina Elisabetta II piomba su un Regno Unito stressato da cambiamenti politici repentini, con l’addio di Johnson e l’arrivo di Truss, e da una crisi economica tra le peggiori fra gli Stati più sviluppati.

Non c’è dubbio che l’arrivo di Carlo III sul trono inglese segna l’inizio di una nuova era per il Paese, caratterizzata da incertezza economica e indebolimento del sentimento nazionale.

La sua scomparsa sarà contrassegnata da un periodo di solenni cerimonie, durante il quale non verranno fatti annunci governativi fino a dopo il suo funerale. Anche la Banca d’Inghilterra ha rinviato di una settimana la sua riunione di politica monetaria.

La sospensione della normale politica arriva pochi giorni dopo che il Regno Unito ha insediato il suo nuovo primo ministro Liz Truss, nominata martedì dalla stessa regina, nel suo ultimo atto di servizio pubblico.

Il premier ha preso il potere in un momento assai complesso per la Gran Bretagna, ereditando un Paese gravato dalle peggiori prospettive economiche degli ultimi anni, una crisi energetica sempre più profonda e una maggiore disuguaglianza.

Dinanzi all’ulteriore fattore di smarrimento rappresentato dalla morte della regina, la nazione saprà risollevare le sue sorti economiche e finanziarie?

Come se non bastassero la crisi economica ed energetica, gli effetti ancora impattanti della Brexit, il cambio al vertice nel Governo, è giunta la morte della regina Elisabetta II a sfaldare ogni certezza.

Si cambia regnante in uno dei momenti più bui della nazione, destinato alla crescita più lenta delle economie più ricche del G7 il prossimo anno, secondo le stime del Fondo monetario internazionale di luglio. I timori di recessione in Regno Unito sono più che realistici, mentre l’inflazione a doppia cifra, al 10,1% con potenziali rialzi fino al 20% secondo Goldman Sachs, pressa la BoE a nuovi aumenti dei tassi (prossima riunione rinviata al 22 settembre).

fonte: money.it

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