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Il 2021 di Biden: la sfida dell’economia americana

Un maxi piano di stimoli per aiutare da gennaio gli americani e l’economia travolta dal Covid-19. Joe Biden è al lavoro per definire il programma di aiuti, che sarà accompagnato nei primi 100 giorni da un’ondata di decreti presidenziali per portare avanti le sue priorità, quali il contenimento della pandemia e la lotta alle disuguaglianze razziali.

Sulla fiscalità ci si muoverà con cautela. La riforma del 2017 ha costituito il più importante successo legislativo repubblicano durante i quattro anni di Trump. Ma non si è trattato di uno stravolgimento in stile neo-reaganiano: l’imposta sulle imprese (corporate tax) è stata sì ridotta in modo significativo (dal 35 al 21%); quelle sul reddito, e la loro articolazione in sette aliquote, hanno però visto solo un lieve ritocco al ribasso. Provvedimenti relativamente facili a prendersi, ma immensamente complicati da cancellare, come sappiamo bene dopo mezzo secolo di chiara egemonia di un discorso anti-tasse. 

Visto il loro carattere non particolarmente radicale e il costo politico potenzialmente assai alto di un intervento atto a rovesciarli, è probabile che su questo l’amministrazione Biden agisca con prudenza e gradualità, riportando magari le aliquote ai livelli del periodo obamiano (quella sui redditi più alti si collocava al 39,6% contro il 37% di Trump) e ritoccando la corporate tax senza però ritornare al pre-2017 (nel suo programma elettorale Biden proponeva il 28%). Misure, queste, da accompagnarsi con provvedimenti mirati e ad hoc per finanziare progetti speciali o chiudere i tanti loopholes del codice fiscale statunitense.  

Diverso è invece il discorso per quanto riguarda gli ambiti, strettamente intrecciati, delle politiche macroeconomiche e del commercio internazionale. Per quanto riguarda le prime, vi sarà ovviamente un’azione contingente ed emergenziale di stimolo di consumi e crescita in risposta alla crisi provocata dalla pandemia, da perseguirsi con assegni diretti, sgravi e crediti di varia natura. Le politiche di medio e lungo periodo si concentreranno invece sugli ambiti d’azione che hanno qualificato il programma di Biden: ambiente, sostegno alle imprese (e, probabilmente, a qualche programma di “buy American”), investimenti infrastrutturali, rafforzamento della sanità e tutele per i lavoratori. Su quest’ultimo punto è immaginabile un’azione rapida, centrata sul tentativo di potenziare l’offerta di sanità pubblica e aumentare il salario minimo federale, che attualmente è di 7,25 dollari all’ora, se indicizzato circa il 30% in meno rispetto a mezzo secolo fa (anche se molti Stati hanno un livello più alto che giunge fino ai 14 dollari della California). 

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Fabio Gallo, Act finanz
Fabio Gallo, Act Finanz Svizzera - CEO Act Finanz - ACT Finanz - Actfinanz
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Gian Luca de Risi, Act Finanz
Gian Luca de Risi, CIO Act Finanz
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