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OUTLOOK SUI MERCATI FINANZIARI

I mercati azionari, in linea con il nostro outlook di inizio agosto, nel mese di settembre hanno subito una contrazione. Coerenti con la nostra visione, già a fine agosto abbiamo alleggerito l’esposizione sulla parte equity. I safe asset non hanno garantito la solita protezione dettata dalla loro natura inversamente correlata ai mercati azionari: i bond sono leggermente scesi e l’oro ha stornato del 6%. L’attenzione è puntata anche sull’evoluzione della pandemia (negli ultimi giorni è stato un fattore anche la positività del presidente Trump) e sulle possibili tempistiche per un vaccino o per una cura efficace.

La pandemia sta avendo un impatto devastante sull’economia mondiale e forse l’incidenza sull’economia reale non è stata ancora compresa nella sua portata, tutta l’attenzione si sta infatti concentrando su chi vincerà le elezioni in America e sulle politiche fiscali che metterà in atto il nuovo governo. Crescono i timori per una seconda ondata di contagi in Europa e si è aperto il dibattito elettorale negli Stati Uniti, interrotto dalla notizia della positività del presidente Trump. I mercati azionari americani, dopo lo storno di settembre, stanno dando segnali positivi (probabilmente guardano oltre le negatività e i timori attuali) scommettendo sul recupero dell’economia.

Il rischio principale che si prospetta è quello di un double dip ripetuto (un andamento a forma di W) e non una ripresa forte e lineare senza interruzioni fino alla fine del 2021, momento nel quale si dovrebbero recuperare i livelli di PIL del 2019.

L’Europa avrà ancora una crescita debole ed i rischi sono in aumento visto l’incremento della diffusione del virus e del rischio di nuovi lockdown.

3 POSSIBILI SCENARI

  1. Notizie leggermente negative:
  • Negli Stati Uniti una ripresa a U e non a V con una crescita nel Q4 del 2-3%
  • Nessun fiscal deal.
  • Vittoria di Biden con contestazione del risultato elettorale da parte di Trump.
  • Coronavirus: aumento dei casi e parziale chiusura delle attività. 

Scenario laterale ribassista: 5-10% di storno dei listini azionari.

2. Evoluzione particolarmente negativa:

  • Contesto geopolitico in costante deterioramento con un’accelerazione del processo di de-globalizzazione per lo scontro frontale USA-Cina su commercio, tecnologia e 5G.
  • Coronavirus: aumento dei casi, ritardi sul vaccino.
  • Elezioni contestate da Trump (ricorso alla corte suprema).
  • Tensioni in Medio Oriente.
  • Ripresa a W e non ad U o V dell’economia americana.

Storno dei mercati azionari oltre il 10% ed i safe asset non saranno di aiuto come già accaduto a marzo ed ancora prima a settembre.

3. Evoluzione con notizie positive:

  • Fiscal deal ad ottobre
  • Dati macro americani particolarmente incoraggianti.
  • Elezioni non contestate con un chiaro vincitore.
  • Coronavirus: buone notizie sul vaccino e le cure. Nessun lockdown totale o prolungato

Potrebbe esserci una vigorosa salita dei mercati azionari oltre il 10% sopra i valori attuali.

VISIONE ACT FINANZ OUTLOOK

In questo momento restiamo relativamente cauti: i mercati azionari americani hanno generato un segnale rialzista mentre quelli europei non ancora.

Dal punto di vista ciclico e statistico, questo ribasso avrebbe dovuto trovare il suo minimo nella prima decade di ottobre, quindi riteniamo che quello del 6 ottobre possa essere stato il minimo dal quale potrebbe partire un sostanzioso rimbalzo fino alle elezioni americane o al più tardi a metà novembre, dove si potrebbero raggiungere i massimi dell’anno, poi situazione laterale/ribassista fino alla fine dell’anno.

I bond governativi, sempre aiutati dalle politiche ultra espansive delle banche centrali, avranno probabilmente un andamento laterale con una modesta crescita. Gli interventi monetari e fiscali hanno consentito a molte aziende di rifinanziarsi e di accumulare il più possibile la liquidità necessaria per cercare di rimanere solvibili, ma nonostante gli imponenti interventi monetari della Fed, i default nel sistema continuano a salire e le imprese che hanno già dichiarato bancarotta superano i livelli del 2001 e del 2008. Massima cautela quindi ai rating bassi e agli high yield.

Il dollaro si è indebolito per le politiche espansive della FED: i bond americani non sono più appetibili da quando la banca centrale americana ha abbassato i tassi. In uno scenario da risk off la valuta americana potrebbe apprezzarsi. Viceversa in caso di elezioni contestate il dollaro dovrebbe perdere terreno rispetto alle principali valute mondiali. Nel medio termine, comunque, continuiamo a vedere il cambio eur/usd avvicinarsi lentamente verso 1,25.

Il Vix sulle prossime scadenze, novembre e dicembre prezza di più del fronte mese, a conferma che i mercati temono tensioni durante le elezioni. Segnale analogo è dato dalla forte attività sulle opzioni dello YEN.

ORO: nel medio termine vediamo l’oro salire, trainato dalle politiche delle banche centrali, mentre nel breve potrebbe essere sfavorito da una vittoria di Biden e dal rafforzamento del dollaro. Ipotizziamo un grosso spike rialzista in caso di elezioni contestate. In questo scenario si apprezzeranno anche il franco svizzero e lo yen. L’unica vera protezione potrebbe essere il cash perchè il costo delle opzioni put al momento è troppo elevato.

Dal punto di vista tecnico, le azioni tecnologiche americane rimangono sopravvalutate. Le prime 20 società tecnologiche pesano per il 45% nella composizione dell’indice s&P500 e valgono il 15% del PIL mondiale: nella storia dell’economia non c’è mai stata una simile concentrazione di ricchezza e di rischio nell’allocazione di portafoglio. Nonostante questo però, crediamo che nel medio periodo non ci siano sostanziali pericoli di crolli del settore tecnologico: probabilmente si assisterà ad un andamento altalenante con movimenti rialzisti seguiti da brusche correzioni.

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