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Ricorsi contro le banche: cambiano le regole

Dal 1° ottobre cambiano le regole per i ricorsi contro le banche senza andare in tribunale: è possibile farlo promuovendo l’azione all’Arbitro bancario finanziario, l’organismo indipendente e stragiudiziale delle controversie, al quale ci si può rivolgere – anche senza l’assistenza di un avvocato ed a costi contenuti – per tutte le controversie che riguardano conti correnti, carte di credito o di debito e in generale i rapporti intrattenuti dai clienti con gli istituti finanziari, come ad esempio gli interessi sui buoni postali.

L’organo esiste dal 2009 ma ora, dal 1° ottobre 2020, viene potenziato con un nuovo provvedimento della Banca d’Italia [1] che amplia la sua competenza a decidere le controversie fino a un valore di 200mila euro (finora era limitata a 100mila euro) ed accelera i tempi delle procedure.

Le nuove disposizioni hanno l’obiettivo di ridurre i tempi di decisione dei ricorsi e di attirare verso questa procedura – che già consente di presentare il ricorso online –  anche le piccole e medie imprese, che oggi costituiscono una quota minima degli utenti, rappresentati in massima parte da persone fisiche.

«Dopo 10 anni di funzionamento, abbiamo colto l’occasione per rivedere le disposizioni dell’Arbitro bancario e finanziario, per rendere più fluide le procedure, ridurre i tempi e migliorare l’organizzazione», spiega al quotidiano Il Sole 24 Ore Magda Bianco, capo del dipartimento Tutela dei clienti ed educazione finanziaria della Banca d’Italia

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